sanità pubblica.

Mi sono dimenticata di scrivervi di quando sono andata dal dentista e quando siamo andati al pronto soccorso… Incomincio ormai a perdere i colpi!
Questa estate abbiamo scoperto che per poter beneficiare dello sconto del 60% dal dentista, lo stato ti “obbliga” ad andarci due volte l’anno.
Giudicando questo il tempo sufficiente affinchè, se controllato, un qualsiasi problema potrebbe essere risolto con poco dispendio di soldi.
Quindi spinti dal fatto che ormai era quasi un anno che stavamo qui, e quasi 2 o 3 che non andavamo dal dentista, anche a Roma, ci facciamo coraggio ed andiamo da un dentista qui vicino.
La prima visita che c’ha fatto è stata completamente gratuita.
…Voglio ricordare che comunque qui l’assicurazione sanitaria viene pagata ogni mese in base al proprio stipendio direttamente in busta paga, pagando metà la persona fisica e metà il datore di lavoro…
In questa prima visita gratuita c’è stata fatta una visita di controllo, poi ci sono state fatte delle lastre dove si è creduto di vedere una carie ed in più un ortopanoramica, e una pulizia dei denti con gli ultra suoni nei primi 6 denti di sopra e di sotto.
Purtroppo sia io che il Consorte avevamo delle carie da curare, quindi abbiamo preso appuntamento per una seconda volta.
La cura delle carie è completamente gratuita, quello che si paga è la copertura del dente con la pasta bianca ( quella nera è gratuita) per lo meno con la mia assicurazione sanitaria, so anche di altre compagnie che risarciscono anche questo.
Per quanto mi riguarda non ho avuto problemi,( invece in Consorte ne ha avuto qualcuno…) lo staff è stato gentilissimo.
La cosa che maggiormente mi ha colpito è stata l’età giovanissima dello staff medico. Credo che non ci fosse nessuno che superasse i 30 anni.

Due settimane  fà di Domenica siamo andati al pronto soccorso.
Nulla di particolarmente truculento, ma il Consorte il giorno prima aveva avuto un incidente in moto, ed svegliandosi il giorno dopo aveva la mano come una zampogna.
Ci armiamo di “santa pazienza”, memore di cosa vuol dire entrare dentro un pronto soccorso romano di domenica mattina avendo solo un “codice bianco, e ci incamminiamo.
Prima di tutto ci siamo andati con il mezzi, abbiamo preso due tram.
La fermata del policlinico è praticamente deviata dalla strada principale, per scendere proprio a 100 metri dall’entrata principale dell’ospedale.
Siamo entrati nella grandissim hall a due piani e siamo andati a chiedere all’ufficio infomazione.

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Qui c’ha accolto una signora sorridente e gentilissima che c’ha dato le indicazioni per arrivare al pronto soccorso.
Mentre passavamo da una corsia all’altra le porte si aprivano da sole ( con le fotocellule) i corridoi erano puliti e silenziosi, tanto che c’è venuto il dubbio , prima di svoltare a sinistra ed entrare nel pronto soccorso, di esserci persi.
Arriviamo alla reception, niente fila, la signora gentile e sorridente chiede i dati, stampa un braccialetto di carta con nome cognome ed un numero e lo metto al polso del Consorte. Nel frattempo compila una cartellina rigida che ci consegna e ci dice di andare nel box 15 sulla destra.
Entriamo in questo grandissimo corridoio con tantissimi box e dopo aver bussato visitano subito il Consorte, dicono che non c’è nulla di rotto, ma per scrupolo meglio fare un raggio alla mano.
Usciamo attraversiamo un corridorio, parliamo con una sorridente infermiera che dopo 2 minuti di attesa chiama il Consorte.
Dopo aver fatto la lastra aspettiamo al massimo 10 minuti e veniamo chiamati dalla prima infermiera ( quella del box 15)
Quindi rientriamo nel primo box ed il medico ci conferma che non c’è nulla di rotto, un’infermiera fa una medicazione che durerà  due giorni e ci dicono “Arrivederci”…
Insomma nel giro di neanche 40 minuti stavamo già seduti dentro il tram per tornare a casa.

PRATICAMENTE UN FILM DI FANTASCIENZA!
Ora, non so se i medici sono competenti, ma a livello umano e di gentilizza sono stati dal prima all’ultima persona con la quale abbiamo trattato gentilissimi.
Non ho potuto fare foto, perchè c’erano telecamere dappertutto, ma ve le avrei volute fare per farvi vedere la pulizia, e come tutto fosse in ordine. Tutte le sedie erano pulite, nessuna scritta sui muri… insomma tutto tenuto benissimo.
Nella hall c’era una panetteria/ fioraio, una biblioteca per i pazienti,

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una banca, un posto dove lasciare i bambini con un educatrice, ed una macchinetta automatica che conteneva cose mai viste: il primo libro in classifica dei libri letti, cartine per le sigarette, accendini, grattini per la schiena, ventagli chiudibili, quaderni con pastelli per bambini, macchinette per far giocare i bambini ed un paio di bamboline per far giocare le bambine e per ultimo c’era una confezione regalo di due biglietti per andare in un qualsiasi cinema.
Siamo rimasti senza parole!
Per di più sempre nella hall c’era una doppia grandissima scala mobile che portava nel seminterrato, dove si trova “naturalmente” il parcheggio.
Ripeto per noi Italiani pura fantascienza.

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Pubblicato su Augsburg, Consorte, differenze, Germania, io

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