vorrei saper scrivere per potervi aggiornare su tutto adeguatamente.

Naturalmente più manco e più avrei da scrivere.
Mi sono successe tante cose in questi giorni, tante cose ma soprattutto ho vissuto tantissimi stati d’animo, che se fossi una scrittrice ce ne verrebbe fuori qualcosa di bello da leggere… ma ahimè non lo sono!
Di conseguenza cercherò di schematizzare per rendere più semplice possibile seguirmi.

Prima di tutto direi che vi devo comunicare l’esito del famosissimo e temutissimo B1:
Con il minimo ma l’ho passato!
Non sono mai stata una cima a scuola e di conseguenza anche qui non eccelso.
Ma pure chissene frega: l’importante che sia passata e che anche questa ora sia alle spalle.

Con questo certificato e con un pò di fortuna posso andarmi a cercare un lavoro.
Di tempo non ne ho avuto molto, visto che il giorno dopo aver ritirato il certificato a scuola sono dovuta partire di corsa per l’Italia.

Mio padre non sta bene e di questo già ne ho parlato.
Il tumore al rene l’abbiamo superato ma purtroppo oltre a questo mio padre soffre anche di qualcosa ( che ancora non è stato ben capito) alle vie  extrapiramidali.
Potrebbe essere riassunto come una malattia simile al Parkinson, anche se di vero e proprio Parkinson non si tratta.
Il succo del discorso è che per prima cosa i medici stessi non sanno di che si tratti e di conseguenza non sanno con cosa curarlo o per lo meno stabilizzarlo.
Sono scesa per provare una nuova miscela di medicinali, visto che ormai la “cura” che seguiva da un anno non sortiva più nessun effetto positivo anzi…
Vi risparmio tutto quello che è successo in una settimana in Italia.
Diciamo che a 14 giorni dopo l’inizio di questo nuovo piano terapeutico gli effetti potrebbero essere positivi, ma purtoppo quando si assumono farmaci che vanno a toccare il cervello da così vicino non si può mai sapere con certezza.
Tante cose mi hanno colpito di questa sortita italiana, una tra tutte il riprendere contatto con un amica di sempre “persa” per cause naturali, la vita che prende strade diverse ed ancora ( a 20 anni) non si ha nè la capacità nè la conoscenza di poter viaggiare su due binari paralleli senza perdersi, capacità che si acquisice solo con il tempo…
Questa cosa mi ha molto emozionato.
Molto  emozionante è stato ricercare delle foto che ci ritraevano insieme.
Molto emozionante è stato vedere delle foto di 23 anni fa e vedere nelle foto delle belle ragazze, ma veramente belle che non sapevano quanto erano belle e fortunate, e di quanto quel periodo fosse il più bello della nostra vita.
Mi ha fatto tenerezza vedere quella giovane donna che aveva un futuro radioso e che aveva di fronte a se aperte tante porte ma che non era in grado di capirlo nè rendersene conto.
E qui dall’emozione sono passata alla tristezza.
Uno dovrebbe vivere due volte, ma con lo stesso cervello “vecchio”, solo così si può apprezzare al massimo quello che si ha e quello che si perderà.
Questo viaggio ha fatto uscire la parte più filosofica di me.
Con tutto che io sono una persona positiva, che pensa al futuro, che cerca di non vedere mai la parte negativa delle cose, ogni tanto la botta arriva anche me, e quando accade mi fa un pò effetto…
Mentirei se non dicessi che quest’anno fuori ha aumentato la mia malinconia.
Non sono melanconica per quello che non potrò più fare in Italia, l’Italia ormai non mi offriva più nulla; sono melanconica per tutto quello che ho vissuto e che non tornerà più.
Il futuro è in un posto “straniero” con gente nuova con la quale non ho molto in comune se non l’ultimo anno di vita.
Mi manca il mio passato.
Mi manca il non essere più bambina ed essere accudita dai miei genitori.
Mi manca il non essere spensierata.
Questo presente/futuro mi fa sentire tristemente sola.
Anche se, sono abbastanza onesta con me stessa, da rendermi conto che questo è un percorso che tutte le persone fanno: il diventare adulto.
E’ solo un qualcosa che si aggiunge, il fatto che io sia straniera in un luogo straniero, perchè tanto sarebbe successo anche in Italia.

Non so cosa sia riuscita a farvi capire di come mi sento in questi giorni… non lo so bene neanche io.
So solo che prima o poi passerà magicamente, soprattutto al ridosso del ciclo! ah ah ah
Sono contenta che questo blog lo leggono in pochi.
🙂

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Pubblicato su io, Italia, papà

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